La storia non è negoziabile

Si stanno scatenando attacchi più o meno rabbiosi da parte di un ventaglio di forze che vanno da Casa Pound e Forza Nuova, passando per Lega, Forza Italia e Pd, verso qualsiasi iniziativa analizzi da un punto di vista critico le vicende del confine orientale, delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. A berciare contro ricercatori impegnati/e coraggiosamente da anni su questo delicato e misconosciuto fronte è chi rifiuta il metodo storico ed utilizza queste dolorose vicende storiche esclusivamente a fine persuasivo e politico senza alcun interesse per la verità storica.

Gli attacchi più violenti colpiscono l’ANPI di cui si mettono in discussione non solo il diritto a ricevere finanziamenti ma perfino il diritto a manifestare e l’esistenza stessa.

Non abbiamo sentito una parola sui vergognosi raduni nazifascisti che riempiranno le piazze della città della nostra regione nelle date prossime al giorno del ricordo.

Ci si preoccupi di questo!

Esprimiamo solidarietà, in particolare, a tutte le sezioni ANPI che hanno voluto sostenere o promuovere iniziative critiche verso la strumentalizzazione storica e politica del confine orientale. Perché ciò che hanno subìto riguarda direttamente tutte le realtà organizzate dell’antifascismo, fuori e dentro l’ANPI, che intenderanno portare avanti una vera e propria “resistenza storica”. Non si può accettare di stravolgere la storia per timore di urtare la sensibilità dei fascisti.

Il peggiore nazionalismo auto assolutorio si sta ricostruendo sulla storia del vecchio confine orientale.

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Kobariška republika, la prima repubblica partigiana

È uscito il nuovo libro di Zdravko Likar in occasione del 75-esimo anniversario della Repubblica di Caporetto (Kobariška republika), zona libera che, dopo la caduta di Mussolini e la resa dell’Italia, tra settembre e novembre 1943 per quasi due mesi ha riunito il territorio del Collio, Alta Valle dell’Isonzo, Benecia e Resia.

Luciano Marcolini Provenza ne parla su Patria Indipendente la rivista online dell’ANPI.

È la Repubblica di Caporetto, istituita il 10 settembre 1943 e durò fino all’offensiva tedesca dei primi di novembre del 1943. Per ben 52 giorni il territorio liberato (circa 1.400 chilometri quadrati) popolato da circa 55mila abitanti si organizzò come uno Stato.
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Wu Ming 2: “La piccola Repubblica della 36esima Brigata”

Resistenza: in un libro fotografico storia, volti e sentieri della Linea Gotica. Wu Ming 2: “Così nacque la piccola Repubblica della 36esima Brigata”

 

Nel suo “Grüne Linie”, cioè linea verde come i tedeschi chiamavano il fronte di battaglia sull’Appennino Tosco Emiliano, il fotografo Giancarlo Barzagli ha immortalato i superstiti della 36esima Brigata Bianconcini Garibaldi, che oltre a combattere i nazisti aveva dato vita a un vero e propria territorio autonomo “ispirato ai principi di libertà e giustizia”.

 

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