I sentieri partigiani

Fin dall’inizio del progetto di Zone libere partigiane ci siamo posti come obiettivo quello della mappatura e successivo recupero, ripristino e promozione di sentieri che furono partigiani in collaborazione con le realtà che si sarebbero dimostrate disponibili a farlo. Il recupero dei sentieri parte da diversi ordini di considerazioni. Innanzitutto il valore evocativo della memoria che i luoghi hanno soprattutto ora che i testimoni dei fatti di quell’eroica stagione stanno venendo a mancare. Il recupero dei sentieri è inoltre un’enorme scommessa su un turismo lento e sostenibile in aree montane con potenzialità anche su un turismo didattico e scolastico a tema resistenziale.


Prima realizzazione è stata quella del recupero del borgo di Davour la Mont inaugurato nel settembre 2019 grazie al lavoro determinato della sez. Anpi dello spilimberghese e da una indefessa brigata di lavoro volontario.

FRIULI / IL SENTIERO DELLA MEMORIA: DAVOUR LA MONT, BORGO DEI PARTIGIANI

Si sale fino alla casa natale di Virginia Tonelli, nome di battaglia “Luisa”, medaglia d’oro della Resistenza. Il sentiero è ben tenuto, scavato in mezzo alla fitta vegetazione, dove fan fatica a penetrare anche i raggi potenti del sole. Ci si trova nella piccola borgata di Davour la Mont, in comune di Castelnovo del Friuli. Un pugno di abitazioni diroccate, abbracciate da robusti rami di edera quasi a proteggerle amorevolmente, mai più ricostruite dopo il terremoto del 1976. Resta poco della casa di Virginia Tonelli, reperti di una storia vissuta: il pavimento, pezzi di muro, qualche finestra, nient’altro. C’è una targa che ricorda l’incontro (19 settembre 1943) per la costituzione del nucleo partigiano dell’Arzino.
Davour la Mont è un posto della memoria, il luogo della storia partigiana di un pezzo del Friuli. Lì si trovavano il gruppo dei “garibaldini” reduci dalla guerra di Spagna: vicino all’abitazione di Virginia c’è infatti quella denominata “dai spagnoi”, con tanto di lapide a ricordo e stella a tre punte. È stato inciso sul marmo l’elenco di nomi dei combattenti della zona per gli ideali antifascisti. Lì si prendevano decisioni importanti. Poi ci pensava Virginia a diramarle. Proprio nel corso di una delle sue attività di staffetta partigiana, fu catturata dai tedeschi, nel settembre del 1944, incarcerata, torturata e uccisa nella risiera di San Sabba. Non parlò, il suo silenzio salvò tante vite umane.

LA CROCE DI EUGENIO CANDON “SERGIO”

Nell’ambito della ricognizione dei luoghi e dei sentieri partigiani che abbiamo intrapreso in collaborazione anche con ANPI dello spilimberghese, abbiamo rintracciato il luogo della morte di Eugenio Candon, in Tramonti di Sotto – Località Stalle di Cour. Abbiamo pure rintracciato la croce originale dedicata a Candon apposta a suo tempo  da partigiani superstiti di Palcoda. Sarebbe nostra intenzione riposizionare la croce sul cippo originario che si trova ancora in loco, ripristinando così un altro importantissimo luogo della memoria sui sentieri partigiani.

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