Il business dello sterminio

Per gestire il sistema concentrazionario e ancora prima, per la schedatura di milioni di ebrei, zingari, comunisti, socialisti e omosessuali col censimento della popolazione tedesca voluto da Hitler nel 1933, non sarebbero di certo bastate le macchine da scrivere e nemmeno la proverbiale efficienza tedesca.

La Germania nazista si era infatti dotata della migliore tecnologia informatica allora esistente. La fornitura e manutenzione di questa tecnologia (schede, macchine perforatrici, macchine selezionatrici) venne assicurata ad Hitler dalla statunitense IBM (International Business Machine) attraverso la sua sussidiaria Dehomag. A partire dal grande censimento del 1933 la Germania era diventata il maggiore cliente IBM dopo gli Stati Uniti e lo stesso Thomas J. Watson, il fondatore della multinazionale statunitense, si21 recò più volte in Germania per seguire il lavoro della Dehomag…

Un articolo di Gregorio Piccin su Friulisera

Wu Ming 2: “La piccola Repubblica della 36esima Brigata”

Resistenza: in un libro fotografico storia, volti e sentieri della Linea Gotica. Wu Ming 2: “Così nacque la piccola Repubblica della 36esima Brigata”

 

Nel suo “Grüne Linie”, cioè linea verde come i tedeschi chiamavano il fronte di battaglia sull’Appennino Tosco Emiliano, il fotografo Giancarlo Barzagli ha immortalato i superstiti della 36esima Brigata Bianconcini Garibaldi, che oltre a combattere i nazisti aveva dato vita a un vero e propria territorio autonomo “ispirato ai principi di libertà e giustizia”.

 

Prosegue su Il Fatto Quotidiano

Ripulito il murale

Ieri siamo saliti sul sentiero che porta a Palcoda per pulire il murale partigiano imbrattato da ignoti.

La giornata è stata davvero proficua. un esempio di efficacia e prontezza d’intervento. Il murale è stato ripristinato e forse persino migliorato nel giro di tre ore. Fondamentale, oltre all’intervento degli artisti antifa, è stato l’impegno dei bambini presenti.

Il clima gioioso, i brindisi ed il sole giaguaro non hanno di certo inibito il successivo svolgimento dell’assemblea organizzativa in vista della festa della Repubblica partigiana del prossimo 2 giugno.

COMUNICATO STAMPA PROGETTO “ZONE LIBERE”

Nei giorni precedenti l’8 settembre ignoti hanno imbrattato, ancora una volta, con frasi ingiuriose il murale partigiano in Valtramontina lungo il sentiero per Pàlcoda.
Fra i tanti “Luoghi della memoria” della Resistenza friulana, il borgo di Pàlcoda, sulle montagne sopra Tramonti di Sotto, fu base partigiana nell’estate 1944 e perciò divenne oggetto dei rastrellamenti nazifascisti dell’autunno di quello stesso anno (il 9 dicembre caddero il comandante Battisti, assieme a Sergio, Paola, Jena ed altri dieci partigiani fucilati il giorno successivo).
Cadde in quel tardo autunno l’ultimo bastione della Zona Libera della Carnia, un’esperienza straordinaria di emancipazione, un territorio ripulito dalla barbarie nazifascista dove le donne capifamiglia poterono votare per la prima volta in Italia e dove i montanari seppero organizzarsi in una piccola repubblica libera.
Dalla memoria di quella grandiosa vicenda costituente sta prendendo forma il progetto “Zone Libere” che vede l’adesione di singole/i antifascisti e diverse sezioni Anpi da tutto il Friuli. L’obiettivo è quello di organizzare la “Festa della Repubblica Partigiana” per il prossimo 2 giugno e mettere in campo un lavoro divulgativo/escursionistico sui “luoghi e sentieri partigiani”.
Domenica 16 settembre era prevista un’assemblea organizzativa in Valtramontina tra gli aderenti al progetto. Sposteremo la sede dell’assemblea presso il murale partigiano sulla via di Pàlcoda. Cancelleremo le frasi ingiuriose e ci godremo un momento conviviale nello spirito della giornata di festa del prossimo 2 giugno. E non mancheremo di brindare alla memoria della meglio gioventù.

Qui la storia del murale partigiano

Qui i dettagli del progetto

Sentiero partigiano di Budoia

Traccia il “sentiero partigiano” per ricordare il nonno ucciso

Messaggero Veneto, 23 ottobre 2017

BUDOIA. Il cippo commemorativo è un’ara di sassi. Sorge sulla montagna budoiese, a 1200 metri. Lo si raggiunge dalla malga Val di Lama. A levante della malga, dopo un percorso di dieci minuti, appare imponente il cippo che ricorda il partigiano garibaldino Giovanni Zambon di 31 anni, della brigata “Bixio”. I nazisti lo freddarono con un colpo di grazia, mentre giaceva agonizzante sul crinale della Costa Curta il 9 settembre 1944. Leggi tutto “Sentiero partigiano di Budoia”